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Psicologi in protesta è nato con lo scopo di dar voce alle migliaia di Psicologi che vivono in Italia e che vedono ogni giorno svilire il valore della propria professione. Vuole quindi essere uno spazio per raccogliere tutta l’indignazione, la protesta e le proposte di coloro che questa professione la amano, la rispettano e  vorrebbero che fosse finalmente riconosciuta come merita.
Auspichiamo quindi che decidiate di partecipare numerosi a questo spazio affinché possiamo unirci e portare avanti i nostri diritti!
Fino ad oggi siamo sempre stati numerosi ma difficilmente uniti e questo ha comportato confusione e dispersione nel portare avanti i nostri diritti.
Il risultato è che stiamo andando verso la cancellazione della professione dello Psicologo in Italia, distruggendo le speranze delle numerose nuove generazioni di Psicologi che vedono sempre più sfumare la possibilità di lavorare nel campo per cui hanno scelto di fare non pochi sacrifici.
Giovani Psicologi troppo spesso costretti ad adattarsi a lavorare in campi nei quali non sono professionalmente riconosciuti e purtroppo sottopagati o sfruttati.
Mai come oggi è arrivato il momento di farci sentire per difendere il diritto e l’orgoglio di essere Psicologi! Psicologi in protesta si propone come fucina delle idee, raccolta delle proposte, pianificazione per l’azione. Infatti non ci fermeremo alle sole parole, ma porteremo avanti proposte all’Ordine degli Psicologi e allo stesso Parlamento italiano!
Non è un’utopia, tutto questo è possibile se anche tu crederai nel cambiamento!

Sottoscrivi l’adesione a questo progetto nella ripartizione sulla destra e invia le tue proposte o le tue denunce all’indirizzo email:psicologinprotesta@live.it

Abbiamo ricevuto nuove, scioccanti notizie sulle ultime orribili trovate  dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, che indisturbato continua a spendere i nostri soldi senza preoccuparsi di doverne rendere conto, ma anzi si dedica a sperperarli indegnamente. Vi informiamo quindi sugli ultimi indignanti abusi di potere, riportando di seguito l’articolo redatto da Nicola Piccinini, sul suo blog.

Segue articolo:

 

 

La logica feudale al governo dell’Ordine Psicologi Lazio

Pubblicato il 23/03/2011 da Nicola Piccinini

La logica feudale al governo dell'Ordine Psicologi Lazio

Lunedì 21 Marzo 2011. Seduta di Consiglio dell’Ordine Psicologi Lazio. Vi scrivo amareggiato e colmo di rabbia. E’ essere accaduto qualcosa di grave ed irrispettoso per noi consiglieri di minoranza, ma – soprattutto – per tutti noi psicologi iscritti a questo Ordine (non)governato da Cultura e Professione. La situazione mi evoca scene medioevali in cui il signorotto di turno decide dei destini del suo feudo senza dover rendere conto a nessuno. In questo caso si impegna oltre UN MILIONE DI EURO senza alcuna informazione a minoranza e iscritti. Ma procediamo con ordine…

La seduta di Consiglio è fissata per le 10,30 di mattina. La maggioranza Cultura e Professione si presenta abbondantemente dopo le 11. Ma oramai è divenuta una incorreggibile abitudine da diverse sedute a questa parte, con buona pace di chi – stupidi! – fa i salti mortali per arrivare sempre puntuale.

Il Presidente, la dott.ssa Marialori Zaccaria è assente. La maggioranza Cultura e Professione decide di stralciare l’importante punto 14 “Pianificazioni esigenze dell’Ente in merito ad acquisizione servizi e forniture”. Ma oramai è divenuta una incorreggibile abitudine da diverse sedute a questa parte: quando manca il capo non si può discutere di argomenti caldi, di questioni che movimentano cariche, poteri e danari. Con buona pace di chi – stupidi! – investe ore di lavoro a studiare materiali ed elaborare proposte da portare in Consiglio.

Le minoranze AltraPsicologia (di cui faccio parte) e SIPAP hanno aspramente criticato, per voce del Consigliere Luisa Barbato (SIPAP) tale curiosa nonché fastidiosa abitudine, ma ovviamente da quell’orecchio non ci si sente…

Comincia così la seduta di Consiglio. Abbiamo avuto due audizioni di colleghi che erano passati per la Deontologica, una in particolare porterà via oltre un’ora di tempo. E poi altri 2 o 3 punti di poco conto, sempre su questioni deontologico/legali. Non si parla quindi di tutela contro pseudoprofessioni, ma di colleghi che avrebbero commesso panzane… oltre 4 ore, 3 o 4 casi, esito in bolle di sapone…

Si arriva così alle ore 15,10.

Le minoranze lamentano queste dilatazioni temporali che bruciano praticamente tutta la giornata, lasciando poi pochissimo spazio per la trattazione dei punti maggiormente importanti per i colleghi. Lamentano il fatto che queste maratone di otto ore sono altamente improduttive e non comprendono il perché i punti di maggior interesse vengono lasciati sempre alla fine. Non sarebbe più funzionale fare delle sedute di Deontologica e delle sedute più organizzative e gestionali?
Le maggioranze erano al momento ignare di ciò che sarebbe poi accaduto…

Cultura e Professione fa cenni di assenso alle nostre rimostranze e promette di tenerle in considerazione. Sono i sì che non costano nulla, i “sì dello scemo” si dice dalle mie parti…

Stoppiamo la seduta alle 15,15. Cultura e Professione da l’ok per la pausa pranzo e prega tutti di rientrare entro 30 minuti. Le minoranze erano nuovamente presenti per le 15,40. La Cultura e Professione è rientrata alle 16,15… fra l’altro in seguito a nostra chiamata al cellulare di uno dei loro uomini. Et voilà… un’altra mezz’ora di ritardo.

Un’ora di ritardo di Cultura e Professione, lo stralcio del punto più importante, oltre mezza giornata spesa su questioni deontologico/legalesi. Poi ci si chiede il motivo per cui l’Ordine non riesce a produrre valore per i colleghi…

Nella loro testa, dalle 16,15 alle 18 – orario di chiusura della seduta – avremmo dovuto trattare un’ulteriore decina di punti.

Sia io che i colleghi SIPAP abbiamo trovato veramente scortese ed offensivo questo modo di gestire il Consiglio, irrispettoso nei ripetuti ed eccessivi ritardi, irrispettoso nel continuo stralcio di punti quando manca il capo dott.ssa Zaccaria. Abbiamo quindi deciso, questa volta per voce del sottoscritto, di abbandonare la seduta di Consiglio in segno di protesta. Sappiamo che tale iniziativa è entrata da un orecchio ed uscita dall’altro senza smuovere alcunché, ma non potevamo tacere – e quindi avallare – un simile irrispettoso comportamento.

Il giorno seguente, Martedì 22, comincia a circolare voce che la maggioranza Cultura e Professione, dopo la nostra uscita, ha deliberato di spostare la sede dell’OPLazio in nuova locazione, una mossa da oltre 150.000,00€ all’anno.

Un fatto che, se confermato, si rivelerebbe GRAVISSIMO per diversi motivi. Se mi donate qualche altro minuto provo ad illustrarvi la cornice.

Sono diversi mesi che in Consiglio si discute del cambio di sede. La attuale ha problemi di accessibilità e, secondo Cultura e Professione, non ospita adeguatamente il lavoro dell’Ordine. Vista l’entità del passo e della spesa, le minoranze hanno sempre accolto questo passaggio con molta prudenza, collaborando anche nella segnalazione di possibili sedi, ma sempre con molta attenzione ai costi, rapportati ai possibili benefici per gli iscritti. Soprattutto dopo aver dovuto prendere atto dell’aumento della tassa annuale a 160,00€!

Da due o tre mesi si è individuata una possibile sede, zona Via Veneto, che a parere della maggioranza aveva tutte le carte in regola.
L’Ordine del Giorno di lunedì riportava al punto 12 “Discussione in merito nuova sede Ordine“. Troppo ne avevamo discusso nelle passate sedute. Una dicitura come tante altre. In allegato all’OdG, rispetto al suddetto punto, c’era un preventivo per spese di ristrutturazione della sede in esame ed una sorta di planimetria di una ulteriore opzione sita in via del Conservatorio. Beh… ne avevamo visionate diverse… una in più…

Ed invece che succede? Parrebbe che la maggioranza, ad insaputa di tutti, abbia votato e deliberato l’affitto di questa nuova sede in via del Conservatorio. Se ciò verrà confermato sarebbe di una gravità enorme in quanto:

  • l’OdG non accennava minimamente alla possibilità che si deliberasse, ma a generica “discussione” come tante altre,

  • nessuna comunicazione ci era stata fornita nei giorni precedenti di questa evenienza, e ciò a fronte di mesi di confronto,

  • i consiglieri di minoranza, nel momento in cui ci lamentavamo della perdita di tempo o nel momento in cui abbandonavamo la seduta per protesta, non si sono minimamente curati di avvertirci della successiva discussione di un punto tanto importante.

Cari colleghi, rimarrei basito. Si raggirerebbe completamente i consiglieri di minoranza, accumulando oltre un’ora di ritardo, sprecando oltre mezza giornata su questioni deontologiche di pochi e lasciando l’ultima ora e mezza per la rimanente dozzina di punti tra cui questo, non si avvertirebbe minimamente la minoranza di una decisione tanto importante. Personalmente lo troverei veramente grottesco, maleducato e medioevale.

Ma la beffa sarebbe soprattutto per tutti noi colleghi. Si delibera un impegno economico di circa 150.000,00€ all’anno, sicuramente sarà un 6+6 quindi si parla di oltre UN MILIONE di euro potenziale. Una cifra enorme. NON SI INFORMA NE’ PERMETTE PARTECIPAZIONE (come già accadde con la scandalosa aggregazione di Psicologia a Medicina, ma non intendo abituarmi a tale scempio!), però si decide di AUMENTARE LA TASSA A 160,00€

Il tutto per avere poi un Ordine che non mi soddisfa, che vivo lontano dai miei problemi quotidiani, che non sento sostiene la mia professione. Personalmente, come Consigliere e come collega psicologo, mi sento ferito quando tanti colleghi criticano ferocemente l’Ordine. Il problema non è l’Ordine, ma chi lo governa in malomodo!

Cari colleghi, sia il sottoscritto che SIPAP abbiamo chiesto via email chiarificazioni a Cultura e Professione su quanto eventualmente deliberato lunedì scorso, ma dopo due giorni non ci è stato risposto nulla. Ci hanno inviato due email sulla possibilità di vistare questa nuova locazione, ma NULLA rispetto alle nostre richieste.

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AGGIORNAMENTO GIO 24 MARZO

Stamani il Presidente, dott.ssa Marialori Zaccaria, mi ha telefonato informandomi che il Consiglio ha effettivamente deliberato la presa in affitto di questa locazione. Ha cercato di edulcorare la pillola, l’urgenza, l’ottima opportunità, la primavera che arriva, il costo del petrolio che sale… balle! Apprezzo il gesto di telefonare, ma ciò che accaduto segna definitivamente un cambio di registro e dà l’avvio ad iniziative di mobilitazione che lasceranno il segno!

150.000€ all’anno per un 6+6 fanno 1.800.000€ (UN MILIONE E OTTOCENTO MILA €)

Una sede in centro, problemi di accessibilità che – di fatto – rimarranno. Una cifra esorbitante, a confronto della nullità di investimenti per la promozione della professione (mi negarono circa 30.000€ per fare una campagna pubblicitaria annuale sulla rete Metro e Autobus di Roma!!!). Una TOTALE MANCANZA DI TRASPARENZA nel rendere noto ciò che si andava deliberando, come del resto accadde con l’aggregazione di Psicologia a Medicina!

NON MI RICONOSCO IN QUESTA MAGGIORANZA E MI DISPIACCIO PER COME E’ RIDOTTO IL MIO, IL NOSTRO, ORDINE! SONO AMAREGGIATO PER L’ASSOLUTA MANCANZA DI RISPETTO AVUTA DAL GRUPPO DI CULTURA E PROFESSIONE!

Sono intenzionato a non sottostare a tale regime di governo, e come me so esserlo tantissimi colleghi. Sono numerosi i messaggi e le testimonianze di sgomento e rabbia che da mesi ricevo. Penso sia il momento di rimboccarsi le maniche e – ASSIEME – far crescere una mobilitazione che ribalti completamente questo stato delle cose!

Mi sto informando su alcuni aspetti, conto a breve di informarvi su un’iniziativa che sto seriamente valutando.

Questo è quel che si trova andando a cercare su internet il sito della Facoltà di Psicologia della Sapienza di Roma qui.

In home page troviamo pubblicato il seguente comunicato (per quanto riguarda Psicologia 1):

Carissimi studenti,
come ormai tutti saprete dal 01° novembre la Facoltà di Psicologia 1 è confluita nella nuova Facoltà di Medicina e Psicologia. Il Preside della nuova Facoltà di Medicina e Psicologia è il Prof. Vincenzo Ziparo.
Il Preside ha confermato tutte le deleghe e le cariche già in essere per quest’anno accademico (Commissione didattica, Presidenti dei corsi di laurea, Garante degli studenti, ecc.) al fine di assicurare continuità alle funzioni e ai servizi.
Per voi studenti nulla cambierà in relazione al vostro percorso formativo finalizzato al conseguimento delle lauree triennali, magistrali o di vecchio ordinamento in Psicologia. I titoli conseguiti al momento della laurea nei diversi percorsi restano pertanto invariati.
Sarà cura di tutto il corpo docente e del personale tecnico amministrativo far si che gli eventuali cambiamenti organizzativi nelle strutture e negli uffici della nuova Facoltà avvengano senza creare disagi.
Desidero segnalare che l’istituzione della nuova Facoltà può aprire ulteriori e utili opportunità per la formazione, la ricerca e gli sbocchi occupazionali della nostra disciplina.
A tutti un affettuoso saluto
 

Giulio Cesare Zavattini

 

E per quanto riguarda Psicologia 2:

A TUTTI GLI STUDENTI 

Carissimi studenti,
come ormai tutti saprete dal 1° di novembre la Facoltà di Psicologia 2 è confluita nella nuova Facoltà di Medicina e Psicologia e il mio mandato come Preside è di conseguenza scaduto.
Il Preside della nuova Facoltà di Medicina e Psicologia è il prof. Vincenzo Ziparo.
Il primo atto ufficiale firmato dal Preside è stato quello di confermare tutte le deleghe e le cariche già in essere per quest’anno accademico (Presidenti dei corsi di laurea, Garante degli studenti, Delegato per i disabili, ecc.) al fine di assicurare continuità alle funzioni e ai servizi.
Mi preme quindi  sottolinearvi, come già fatto in varie occasioni negli ultimi mesi, che per voi nulla cambierà in relazione al vostro percorso formativo finalizzato al conseguimento delle lauree triennali, magistrali o di vecchio ordinamento in Psicologia. I titoli conseguiti  al momento della laurea nei diversi percorsi restano pertanto invariati.
Sarà cura di tutto il corpo docente e del personale tecnico amministrativo far si che gli eventuali cambiamenti organizzativi nelle strutture e negli uffici della nuova Facoltà avvengano senza creare disagi agli studenti.
E’ stato un privilegio ricoprire la carica di Preside della Facoltà di Psicologia 2 e ringrazio gli studenti, il personale tecnico amministrativo e i colleghi per il sostegno e l’incoraggiamento di cui ho sempre goduto.
Sono certo che dall’istituzione della nuova Facoltà deriveranno nuove opportunità per la formazione, la ricerca e gli sbocchi occupazionali della nostra disciplina.
A tutti un affettuoso saluto e tanti auguri.
Gian Vittorio Caprara

Questo invece è un significativo commento trovato in uno dei numerosi forum che si stanno diffondendo sull’argomento e che ci sembra esprima in modo decisamente esaustivo l’attuale condizione che gli studenti che cercano di formarsi per una professione ormai in via di estinzione, stanno vivendo:

“… vorrei capire che cazzo sta succedendo??? non è arrivata nessuna lettera che informava gli studenti dell’accorpamento tra psicologia e medicina…ne tanto meno una cazzo di comunicazione sul sito!!! non capisco il bisogno di tenere nascosta una notizia del genere…io non sò neanche dove sarà questa nuova facoltà…bà, QUA CI PRENDONO VERAMENTE PER IL CULO!!!”

…E’ già…Tanti auguri ragazzi miei!


tratto dallo Psicologo di base.

Il questionario si rivolge esclusivamente a coloro che sono stati almeno una volta da uno psicologo/psicoterapeuta privato, non da professionisti che lavorano nelle asl. Lo scopo è valutare diversi aspetti tra i quali, le modalità di scelta e il livello di soddisfazione per le prestazioni professionali. Il questionario è anonimo.

INVIA LA LETTERA DI PROTESTA AL CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE PSICOLOGI ED ALL’ORDINE PSICOLOGI LAZIO

LA PREMESSA

Il 13 Settembre 2010 la Facoltà di Psicologia di Roma, prima in Italia per numero di iscritti e personale, passa sotto la Facoltà Medicina. Il principale Ateneo italiano (con Rettore Medico), La Sapienza di Roma, decide la riorganizzazione secondo i principi del DDL 1905 Gelmini, di fatto, non ancora approvato. Così dal 1° novembre 2010 l’ateneo Sapienza ufficialmente si riduce a 11 facoltà su 12 possibili, di cui 3 di Medicina e 0 di Psicologia!

A fine settembre – ovvero a giochi fatti – l’Ordine Psicologi Lazio informa per email i suoi 17.000 iscritti attraverso un’edulcorata intervista al Prorettore Vicario de La Sapienza (che è anche ex Preside della Facoltà di Psicologia, nonché sostenitore del gruppo che governa l’OPLazio). A fine ottobre anche il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (governato da maggioranza AUPI, Psicologi Sanitari) fa melina sulla questione inserendola al 17° punto all’OdG e – di fatto – non trattandola.

Il passaggio della Facoltà di Psicologia sotto Medicina, nel più grande ateneo italiano, è fatto che riguarda tutti gli psicologi italiani e tutti gli studenti di Psicologia italiani!

L’inaccettabile immobilismo del Consiglio Nazionale è fatto che riguarda tutti gli psicologi italiani e tutti gli studenti di Psicologia italiani!

Si decidono le sorti di 100 anni di Psicologia, di circa 70.000 psicologi, di oltre 80.000 studenti di Psicologia senza attivare un dibattito partecipato, né garantire adeguata trasparenza ed informazione. E’ inaccettabile!

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Per smontare un pò dell’entusiasmo di Francesco Avallone intendiamo pubblicare di seguito il comunicato stampa della Simpsi – Società Italiana Medici Psicopatologi e Psicoterapeuti rispetto alla riforma universitaria che vede annettere la Facoltà di Psicologia a quella di Medicina. Abbiamo trovato molto interessante l’intervento perché assolutamente indicativo dell’alta considerazione che i Medici hanno degli Psicologi e soprattutto dell’ottima convivenza e rilevanza che questi ultimi potranno avere all’interno di Medicina. Annettere la Facoltà di Psicologia alla Facoltà di Medicina alla luce dei fatti che stanno emergendo, ci sembra l’affermazione finale della fine di una professione e di una grave sconfitta su tutti i fronti per gli Psicologi, confermando purtroppo i timori iniziali sorti rispetto a questa riforma. Invitiamo anche in questo caso ad opporci a questo scempio!

Si pubblica di seguito il comunicato della SIMPSI:

S I M P S I – SOCIETA’ ITALIANA MEDICI PSICOPATOLOGI E PSICOTERAPEUTI

Oggetto: laurea in medicina e psicologia

Il Consiglio direttivo della Società Italiana dei Medici Psicopatologi e Psicoterapeuti (SIMPSI), riunitosi a Genova, in data 3 novembre 2010, presso la sede dell’Istituto CESAD – Centro Studi per l’Analisi Dialettica,

–  avendo avuto notizia come, ormai da più mesi, siano in corso, presso diverse Università italiane, operazioni di ristrutturazione delle facoltà e dei dipartimenti che, tra l’altro, dovrebbero portare alla costituzione di facoltà universitarie di Medicina e Psicologia;

–  avendo appreso, in particolare, da una intervista rilasciata all’ Ordine degli Psicologi del Lazio da parte del prof. Francesco Avallone, prorettore vicario dell’ Università “La Sapienza” di Roma, che, in quest’ultima Università, “la nuova facoltà di Medicina e Psicologia coordinerà sette dipartimenti, di cui 3 di area psicologica e 4 di area medica”,

avendo verificato come l’impostazione di tali operazioni per la costituzione di Facoltà di Medicina e Psicologia presenti significative corrispondenze con una proposta della SIMPSI già approvata dalla FNOMCEO e successivamente presentata dalla stessa SIMPSI, nel 1985, al XXXVI Congresso della SIP (Società Italiana di Psichiatria) con una comunicazione dal titolo “Formazione dello psicoterapeuta e riforma della facoltà di Medicina”, con la quale veniva sottolineata la necessità di integrare, nei piani di studio universitari per la preparazione professionale del medico, generico e specialista, un programma di studi organico concernente le discipline psicomediche, in funzione della possibile istituzione di una laurea in Medicina e Psicopatologia;

– avendo rilevato come le proposte e le raccomandazioni, nel senso indicato della FNOMCEO e dalla SIMPSI, siano state, a tutt’oggi, completamente ignorate dalle gerarchie universitarie, soprattutto per quanto concerne la richiesta, più volte ribadita, negli ultimi decenni, dalle suddette Associazioni, che venisse garantita al medico, in sede di formazione universitaria, generica e specialistica, un’adeguata preparazione clinica nel campo della diagnostica psicopatologica differenziale, indispensabile per un corretto esercizio della sua attività professionale;

– avendo deplorato come una tale carenza nella formazione accademica del medico sia stata e sia tuttora alla base del fallimento ormai centenario dei servizi di assistenza psichiatrica, oltre che fonte di non lievi malintesi che hanno finora impedito una seria collaborazione con gli Ordini professionali degli Psicologi;

CHIEDE

alla FNOMCEO ed agli Ordini dei Medici se, nella incombente prospettiva dell’ istituzione, presso le Università italiane, di facoltà di Medicina e Psicologia, dalle quali dipenderà la formazione professionale del Medico, non ritengano doverosa e necessaria l’urgente costituzione di una Commissione di Consulenza per una verifica delle condizioni scientifiche e didattiche che dovranno garantire al Medico, nel corso dei suoi studi universitari, un’adeguata preparazione teorica e clinica nelle discipline psicomediche, soprattutto per quanto riguarda l’acquisizione delle fondamentali competenze cliniche nella diagnostica psicopatologica differenziale, indispensabili per un corretto esercizio della sua attività professionale, generica e specialistica,

Dott. G.Giacomo Giacobini


Presidente SIMPSI

Sul sito ufficiale dell’Ordine degli Psicologi del Lazio troviamo pubblicata in “Primo Piano” l’intervista a Francesco Avallone rispetto alla riforma universitaria che vedrà annettere la Facoltà di Psicologia a Medicina, di cui si parla in un articolo de La Repubblica del 23 settembre 2010. Per coloro che non avessero avuto ancora occasione di leggerla vi invitiamo a farlo e a commentarla.

Segue intervista tratta dal sito dell’Ordine degli Psicologi del Lazio.

Riforma della “Sapienza – Università di Roma”. Cosa cambia per le facoltà di psicologia?  

Intervista a Francesco Avallone

Essendo venuti a conoscenza delle importanti trasformazioni che riguardano l’università in Italia, riteniamo sia un interesse primario dell’Ordine conoscere con chiarezza i percorsi formativi degli psicologi e desideriamo dunque sapere cosa sta accadendo nell’ordinamento universitario in seguito all’attuazione della riforma in corso. Abbiamo quindi rivolto alcune domande al Prof. Francesco Avallone che, in qualità di prorettore vicario dell’Università “Sapienza” di Roma, è un osservatore privilegiato delle trasformazioni in corso.

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