INVIA LA LETTERA DI PROTESTA AL CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE PSICOLOGI ED ALL’ORDINE PSICOLOGI LAZIO

LA PREMESSA

Il 13 Settembre 2010 la Facoltà di Psicologia di Roma, prima in Italia per numero di iscritti e personale, passa sotto la Facoltà Medicina. Il principale Ateneo italiano (con Rettore Medico), La Sapienza di Roma, decide la riorganizzazione secondo i principi del DDL 1905 Gelmini, di fatto, non ancora approvato. Così dal 1° novembre 2010 l’ateneo Sapienza ufficialmente si riduce a 11 facoltà su 12 possibili, di cui 3 di Medicina e 0 di Psicologia!

A fine settembre – ovvero a giochi fatti – l’Ordine Psicologi Lazio informa per email i suoi 17.000 iscritti attraverso un’edulcorata intervista al Prorettore Vicario de La Sapienza (che è anche ex Preside della Facoltà di Psicologia, nonché sostenitore del gruppo che governa l’OPLazio). A fine ottobre anche il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (governato da maggioranza AUPI, Psicologi Sanitari) fa melina sulla questione inserendola al 17° punto all’OdG e – di fatto – non trattandola.

Il passaggio della Facoltà di Psicologia sotto Medicina, nel più grande ateneo italiano, è fatto che riguarda tutti gli psicologi italiani e tutti gli studenti di Psicologia italiani!

L’inaccettabile immobilismo del Consiglio Nazionale è fatto che riguarda tutti gli psicologi italiani e tutti gli studenti di Psicologia italiani!

Si decidono le sorti di 100 anni di Psicologia, di circa 70.000 psicologi, di oltre 80.000 studenti di Psicologia senza attivare un dibattito partecipato, né garantire adeguata trasparenza ed informazione. E’ inaccettabile!

INVIA IL COMUNICATO

Leggi il testo del comunicato, compila i campi, e clicca sul bottone INVIA.

All’attenzione di:
Dott.ssa Marialori Zaccaria, Presidente Ordine Psicologi Lazio (consiglio@ordinepsicologilazio.it)
Dott. Giuseppe Luigi Palma, Presidente CNOP Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (info@cnopsicologi.it)

Il sottoscritto intende protestare e condannare la mancata trasparenza, a danno di studenti di Psicologia e psicologi italiani, con cui si è arrivati a cancellare la storia della Facoltà di Psicologia di Roma dell’Università Sapienza, e più in generale a consegnare la più grande facoltà di Psicologia italiana a Medicina.

Impossibile credere che il silenzio dell’OPLazio e del Consiglio Nazionale su un questione tanto rilevante per l’intero movimento professionale nazionale sia casuale. Comportamento a danno degli iscritti che – tra l’altro – annualmente versano il loro contributo economico per tenere in vita questo ente (l’Ordine) che trova senso proprio nella sua funzione di TUTELA della professione di Psicologo.

Questo passaggio a Medicina influenzerà pesantemente l’immagine sociale e la professione dello psicologo, soprattutto in quegli ambiti non prettamente sanitari (ovvero la maggioranza!).
Era doveroso informarci ed attivare un dibattito pubblico!
Era un dovere del Consiglio Nazionale ed un diritto di noi iscritti!

Ad oggi restano avvolti dal mistero gli interessi e le ragioni che hanno portato a questa decisione e i veri motivi del totale silenzio istituzionale sulla decisione stessa. In tal senso, chiedo ad OPLazio e Consiglio Nazionale Ordine Psicologi di diffondere un comunicato ufficiale in cui spieghino:

per quale motivo non avete informato la comunità dei colleghi di questa importante riorganizzazione in essere? Perché ci avete tenuto all’oscuro di quanto andava accadendo?

davvero non si poteva garantire autonomia alla Facoltà di Psicologia di Roma? Guardando ai requisiti previsti dal nuovo statuto dell’Ateneo (che ha in tutta fretta anticipato e concretizzato i contenuti del “Decreto Gelmini” con un anno di anticipo e prima ancora dell’effettiva approvazione) pare che vi fossero numeri più che sufficienti a garantire l’autonomia! Quale allora il criterio?

il DDL 1905 prevede la possibilità di istituire fino a 12 Facoltà per Ateneo, La Sapienza ad oggi ne ha 11 e di queste, 3 sono di “Medicina e… qualcosa“. Perché non avete fatto in modo di mantenere l’autonomia della Psicologia dalla Medicina? 100 anni di storia…

in una società che, da una parte sempre più tende a leggere qualsiasi forma di disagio nell’ottica biologico-medico-farmaceutica, dall’altra sempre più consegna qualsiasi altro intervento di natura psicologica individuale e relazionale all’opera di counselour, coach, reflector, ecc… sulla base di quali criteri valutate che l’associazione “Medicina e Psicologia” possa apportare benefici alla nostra professione?

l’Ordine Psicologi nasce per tutelare attivamente la professione di psicologo in Italia. Se ne sta davvero occupando? Non credete che la riorganizzazione del più grande Ateneo italiano e della più grande Facoltà di Psicologia italiana possano essere di indirizzo – come già sta accadendo – per altri atenei minori? Vi rallegrate nel consegnare 100 anni di professione a Medicina? Questo è l’obiettivo con cui vi siete candidati a governare l’Ordine Psicologi?

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